Terapia recidive chirurgiche emorroidarie

//Terapia recidive chirurgiche emorroidarie

Talvolta l’intervento chirurgico non pone rimedio al problema delle emorroidi. Il Dott. Cosimi porrà rimedio a situazioni di questo genere mediante terapie conservative portate avanti nei confronti della patologia presentata dal paziente. Ogni terapia viene studiata nel caso specifico, sulla base della situazione sanitaria e psicologica del paziente.
L’antico equivoco riguardante le tecniche di chirurgia demolitiva delle emorroidi è stato ormai ampiamente definito durante il “World Congress of Proctology” 2005 dagli studi del Prof. Antonio Longo, Chairman l’ Illustrissimo Prof. Mario M. Giordani.

PERCHE’ LA GUARIGIONE RIGENERATIVA DELLE VARICI E DEL PROLASSO EMORROIDARIO E’ LA MIGLIORE REALTA’ TERAPEUTICA ATTUABILE CON SUCCESSO STABILE E SENZA INTERVENTO MA GRAZIE AD UN INDOLORE STIMOLO STAMINALE ?

Per tale risposta ho pensato subito ad una massima, una riflessione bella e profonda, del grande medico e di quell’uomo noto e per noi medici sempre di esempio perché da sempre ci laureiamo illuminati dal pensiero alto del suo giuramento “Ippocratico” (un atto di fede umanitaria a quella scienza che mette sempre l’uomo al suo vero centro non meno del suo studio scientifico, clinico e patologico). Ippocrate amava infatti ricordare ripetutamente ai suoi numerosi allievi: “lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.
Rileviamo sul panorama sanitario Internazionale quanto il ruolo ed insegnamento di Ippocrate, Padre della Scienza Medica, sia relativo oggi se tristemente concludiamo che la Medicina, al contrario di ciò che dovrebbe per noi medici poter essere, stia divenendo gradualmente nei fatti: cioè non già più un’arte ed una scienza umanistica, che porrebbe l’Uomo al centro delle sue cure unitamente anche alla patologia da curare.
Il vero centro ultimo di interesse sono sempre più soltanto e soprattutto “le terapie” e cioè le strade, i percorsi progettati dall’uomo per poter curare la malattia emorroidaria, ma non già il guarire necessariamente questo Uomo. E dunque guarire realmente la sua patologia emorroidaria. Esiste oggi una enorme e sproporzionata progettazione ed attenzione alla produzione “industriale” di terapia proctologica, tentativi di terapia con terapie mediche nuove, itinerari chirurgici in essere od altro ancora, ma essa , la terapia, altro non è se non che una semplice “strada” , un mezzo e non già un fine, nella sola speranza di poter giungere davvero a curare la patologia emorroidaria per guarire un Uomo ed una malattia complessa, (come si comprende dalle numerose recidive e complicanze chirurgiche) non già più la guarigione della stessa malattia emorroidaria, di uno stile di vita compromesso del tutto dell’essere umano, uomo, donna od adolescente che ne è affetto e che vive quella stessa malattia emorroidaria da troppi anni, spesso recidiva di altre procedure o spesso associata a gravi comorbilità (dialisi, terapia anticoagulati, malattie oncologiche, complicanze chirurgiche gravi ed intollerabili, cardiopatie gravi, senescenza ).

All’ideale umanitario della cura dell’uomo per la sconfitta della sua patologia emorroidaria comprendiamo anche che è nato da tempo un nuovo inventario di tante, troppe terapie che non pone più affatto l’Uomo al centro dell’atto medico: esso è infatti confuso e rivolto con attenzione soprattutto ancora alla centralità della sola “TERAPIA” e delle tante terapie da anni proposte, proponibili quale centro di equilibrio della Salute del paziente affetto da malattia emorroidaria. Che fine ha fatto l’Uomo in Proctologia, non già e più Uomo, scansato spesso dalla moltitudine di proposte terapeutiche ad oggetto confuso e non ancora soggetto maturo dell’atto medico proctologico? Si delinea sempre più da tempo con lucida osservazione e giusto distacco dai fatti la nascita di un sistema nuovo di salute sociale. L’Uomo paziente è stato scansato dal centro delle attenzioni della medicina proctologica quale soggetto partecipante in pieno alla scelta consapevole dell’atto medico che lo riguarda, essendone egli il suo fine ma per mezzo dell’ideale della sola terapia e non già della esclusiva guarigione del paziente, delle sue abitudini erroneamente apprese o delle tante funzioni perdute dal nostro paziente sofferente: il centro unico finale per una società di salute e di equilibrio possono dunque essere ancora e davvero soltanto le tante “terapie senza certezza di guarigione anatomica e funzionale”? Di fatto un nuovo soggetto ha ulteriormente scansato l’Uomo paziente confuso ma anche l’Uomo medico in difficoltà: la produzione industriale ed ideazione sproporzionata di tante nuove terapie, spesso irrazionali, dimentica che la terapia traccia soltanto una direzione, un itinerario etico ed un percorso semplicemente verso una guarigione possibile ma a volte ancora lontana per le troppe complicanze e recidive maggiori che in un trapianto cardiaco ed a volte magari poco “terapeutiche” ma soprattutto scopriamo che tra le sue regole essa non sarà altro che una terapia proctologica inidonea per alcuni pazienti e che la guarigione vera e reale è soltanto per pochi, pochissimi accorti e molto bene informati e prudenti pazienti. E’ dunque uno sconvolgimento antropologico quello denunciato dalle tante recidive e fallimenti terapeutici proctologici negli anni passati ed attuali: un modello realistico e che dimostra a tutti come è avvenuto che gradualmente si sia potuto promuovere al centro delle attenzioni del medico e della medicina cosiddetta “moderna” la terapia su scala industriale e non già l’interesse medico umanistico all’uomo sofferente ed alla sua patologia, molto spesso recidiva. Un percorso narrato sempre con candore semplice, vero e disarmante dai tanti pazienti nel mio studio medico, testimoni dei propri numerosi fallimenti terapeutici precedenti: partendo dalla constatazione alta ed inalienabile che la tutela della salute dei cittadini e’ un fatto di Civilta’ e che riguarda tutti, (non solo chi sta’ ancora male di emorroidi nonostante tutto!). Una indicazione, questa, che è stata alla base del Servizio sanitario nazionale istituito quarant’anni fa’, nel 1978 : uno dei cambiamenti Istituzionali Italiani piu’ profondi ed efficaci in Europa e per l’Europa nel campo del welfare.

La proctologia e le patologie del pavimento pelvico ci interrogano sempre ed ancora di più sul valore etico attuale dell’atto medico stesso e sul suo cambiamento e progresso reale ed autentico, perché per noi tutti la Salute è un fatto di Civiltà che riguarda la salute della Società stessa ed è opportuno che si vigili attentamente sempre su ciò da parte di ognuno di noi. Prendere coscienza della nostra piccolezza nel progresso di alcuni settori della Medicina e degli assai scarsi successi terapeutici nonostante tutto, delle terapie proctologiche e pelviche attuali, può aiutarci a riscattarci dall’arroganza in cui cade talora lo “scienziato dell’industria di oggi” qualora faccia ancora finta di ignorare che per noi è assolutamente possibile ed attuale da anni poter guarire stabilmente i danni anatomici dei plessi varicosi del vostro pavimento pelvico. Guarire direttamente le cause anatomiche vere della vostra malattia emorroidaria, guarire direttamente i vostri stessi tessuti danneggiati, guarire le cause stesse della malattia emorroidaria.
Guarire inoltre l’organo endoteliale distrutto dalla ipertensione venosa dei suoi plessi emorroidari varicosi recuperandone anche tutte le preziose funzioni endocrine e paracrine e di produzione locale di ossido nitrico. Recuperare la fisiologia dell’organo endoteliale è davvero un monito non troppo discreto ma efficace oltre che per i nostri pazienti anche per tutti i “produttori industriali di terapie”. Se Dio esiste ed è accessibile a noi, la sua mente e le nostre possono infatti a loro volta differire l’una dalle altre in complessità e non in qualità. E la qualità di un successo terapeutico si dimostra semplicemente nel guarire e non semplicemente nel curare la vostra malattia emorroidaria e pelvica.